Ordigni Mysteriosi nei cieli germanici

Alberto Fenoglio: Clypeus,

Un Guaggiù, Laggiù Guell'altro.

(Kalevala-Runo II, 280)

Le notizie sugli U.F.O. sono ormai a migliaia e continuamente ne arrivano da tutte le parti del mondo. Torniamo un po' indietro, in quei cinque lunghi tremendi anni che trasformarono l'Europa in una fornace che ha ingoiato tante giovani vite.

In quel tremendo periodo si ebbero molte segnalazioni di un'attività aerea extra terrestre. Intensificandosi i passaggi di cose strane nei cieli tedeschi, le stesse autorità militari che in principio non avevano dato peso alla cosa, sollecitarono i comandi della Luftwaffe e della difesa controaerea perchè inviassero dei rapporti più dettagliati possibili su quegli strani incontri nei cieli che aumentavano sempre più man mano che la morsa alleata si serrava attorno alla Germania.

Un gruppo di ufficiali d'aviazione e alcuni ingegneri specializzati, vennero incaricati di studiare quegli strani oggetti volanti. Venne così formato nel l'Ufficio Speciale N° 13 dell'Operazione "Uranus" che doveva vagliare i rapporti e le fotografie scattate da terra e dall' aria che erano abbastanza numerose.

Facciamo conoscere alcuni casi scelti tra i più interessanti, osservati da distanza ravvicinata che possono così togliere ogni residuo dubbio sulla loro provenienza.

Un fatto venne segnalato da una base avanzata nordica tedesca a Banak nell'estremo nord della Norvegia, al Comando Supremo della Luftwaffe.

Un giorno nella luce crepuscolare artica, apparve sul campo ad una quota relativamente bassa una massa allungata che si muoveva senza rumore. Dato l'allarme vennero spente tutte le luci ed il personale si sparpagliò ai margini del campo temendo un'improvvisa incursione nemica. Dalle colline che delimitavano da un lato l'aeroporto, si trovava un posto di avvistamento che puntò i binoccoli contro quella fantomatica forma silenziosa che girava sulla base. Attraverso le lenti si scorgeva distinta la sagoma di una macchina volante che non aveva nulla in comune con tutte quelle conosciute ed appartenenti alle varie aviazioni belligeranti.

Diamo un estratto del rapporto inviato successivamente dal colonnello comandante la base a Berlino - Dato il carattere segreto della base, per evitare azioni di sabotaggio da parte di commandos nemici, la vigilanza viene mantenuta in continuazione per tutte le ventiquattrore della giornata. Il giorno 14 marzo 1942 alle ore 17,35 un nostro posto d'osservazione aerea diede l'allarme per qualche cosa di sconosciuto e silenzioso che si dirigeva verso la base. In pochi minuti vennero prese tutte le misure di sicurezza come da istruzioni, mentre un . Messerschmitt 1 09 pilotato dal capitano Fischer si alzava in volo per intercettare lo strano velivolo. Alla quota di 3500 metri, il capitano Fischer scorse la "cosa", a tutto gas si avvicinò e notò un corpo affusolato enorme, una vera rivoluzione nel campo dell'aeronautica. Il capitano Fischer che è ingegnere, al vedere quella cosa sentì acuirsi la curiosità e riuscì a portarsi quasi di fianco osservandola bene. Diamo la descrizione avuta dalla sua viva voce; l'ordigno volante si presentava come un fuso di buona penetrazione sprovvisto di qualsiasi specie di sostentamento ànche in forma ridotta. Assenza completa di finestrini, notato sul muso affusolato un gruppo di fili a somiglianza delle antenne radar in fase di studio da noi, nella coda si notavano alcune aperture come scarichi. Quello che impressionava erano le dimensioni valutate in oltre cento metri con un diametro di una quindicina. Ad un tratto quella -- balena del cielo -- come l'abbiamo battezzata, prese di colpo quota innalzandosi verticalmente e mantenendo l'asse orizzontale come se avesse ricevuta una forte spinta dal basso e in pochi secondi sparl alla vista. E' opinione mia e di tutti gli ufficiali, che non si tratti di un ordigno costruito sulla nostra terra, ma qualche cosa proveniente dallo spazio poichè dimostra una tecnica avanzatissima davanti alla quale la nostra è appena ai primordi.

Il rapporto era firmato dal comandante e da tutti gli ufficiali e quando pervenne al capo della Luftwaffe, maresciallo Goering, gli diede motivo di ironizzare sui suoi piloti che secondo lui, l'estrema solitudine nordica doveva avere giocato loro un brutto scherzo.

Una pattuglia di Focke Wulf 190 girava in cerchio alla quota di 12.000 metri sopra un soffitto di nubi sulla città di Amburgo la mattina del 18 dicembre 1943.

L'attenzione del capo pattuglia venne attratta da qualche cosa che si spostava in alto con una rotta nordest. Con un gregario aumentando la quota si portò in quella direzione e ciò che i due piloti avevano scambiato per un grosso bombardiere, si rivelò un ordigno di insolite dimensioni. Erano le ore 1 1 ,5 5, quella cosa volava molto più in alto dei due caccia ma si notava perfettamente eh(;! si trattava di un corpo cilindrico con nella parte anteriore qualche cosa di conico simile ad un'ogiva, alla estremità posteriore un grosso foro con una rete, così pareva, che divideva la parte poppiera in tanti rombi.

Il capo pattuglia aveva segnalato l'ordigno agli altri componenti il gruppo che in quel mentre si incrociava con quel mostro volante.

Tutti quei moscerini inseguirono per alcuni chilometri quella cosa mentre venivano avvisati i posti di osservazione a terra. Quella cosa a parte l'ogiva, pareya costruita con tante sezioni circolari come anelli convessi infilati uno dentro l'altro che conferivano all'ordigno il curioso effetto del corpo di un bruco, dalla parte dello scarico si notava ad intervalli attraverso il reticolo come una luce intermittente; i piloti a riguardo non si pronunciarono con certezza, nel dubbio che la luce potesse essere un riflesso dei raggi del sole su qualche superficie lucida.

Quell'ordigno prima di essere scorto dalla pattuglia era stato segnalato sulla base navale di Helgoland e successivamente dai posti di ascolto di Altona, Wittemberg e Neustrelitz con una velocità stimata superiore ai tremila chilometri.

Al centro di prove di Kummersdorf il giorno 12 febbraio 1 944 ebbe luogo il lancio di un razzq sperimentale alla presenza di Himmler, di Goebbels, di Kanimler incaricato da Hitler di presenziare al lancio assieme ad un gruppo di ufficiali di Stato Maggiore.

Mentre il razzo si alzava nello spazio vennero scattate numerose fotografie e filmato. Una volta sviluppate, le fotografie mostravano chiaramente un ordigno roton- deggiante di fianco al razzo. Proiettato il film del lancio, si vide una cosa circolare salire spiraleggiando attorno al razzo. Grande stupore tra i tecnici e gli invitati che non avevano notato nulla. Quella cosa invisibile all'occhio umano era stata vista grazie . alla sensibilità dell'obiettivo e della pellicola.

Non riuscendo a comprendere che cosa fosse e pensando che si trattasse di un nuovo tipo di ricognitore nemico, il servizio segreto tedesco diede ordine ai suoi agenti in zona avversaria di indagare e quale fu la sorpresa quando arrivarono dei rapporti dove era specificato che in Inghilterra sui luoghi di concentramento di truppe e sugli aeroporti ogni tanto apparivano dei velivoli di forma circolare oppure oblunghi senza ali. Secondo quei rapporti le autorità britanniche erano preoccupate per quella vigilanza e temevano che si trattasse di qualche di velivolo tedesco.

Nel centro sperimentale di Reclin dove si collaudavano i principali tipi di velivoli da combattimento germanici, si discusse per vari giorni su uno strano incontro capitato ad un pilota mentre stava provando un nuovo tipo di caccia a reazione. Volava ad una quota di 1 2.500 metri quando la sua attenzione venne attratta da due forme luccicanti sbucate alla sua destra da un folto ammasso di nubi. Virò a tutto gas avvicinandosi e sbarrò gli occhi dallo stupore. Quelli che in un primo momento aveva creduto trattarsi di bombardieri, si rivelavano due colossi dell'aria lunghi oltre cento metri senza ali con dei fili tipo antenne che correvano dal muso fino alla metà di quelle enormi fusoliere. Sui fianchi si scorgevano alcuni finestrini rotondi, quegli affari erano molto veloci sorpassavano i duemila chilometri orari. Il pilota riuscì per qualche secondo. a portarsi a cinquecento metri di distanza e notò che parevano di metallo fuso, con la parte posteriore che si restringeva un poco formando dei compartimenti lenticolari. Cercando di avvicinarsi ancora notò uno strano fenomeno, l'apparecchio sebbene spinto a tutto gas rimase rallentato come se sprofondasse in una barriera invisibile morbida come gomma.

Questo incontro in cielo è accaduto il giorno 29 settembre 1944 alle ore 10.45. Alla medesima ora, dei radar segnalavano qualche cosa di strano e molto veloce solcare il cielo; due forme evanescenti come bolle di sapone che si divisero dopo una rotta parallela, svanendo una in direzione nord-est e l'altra verso sud-ovest.

L'incontro eccezionale ed un rapporto dettagliato del pilota fecero si che venisse in via straordinaria interrogato dalla commissione dell'apposito Ufficio N° 13 cui premeva il particolare del fenomeno della barriera invisibile. Il pilota oltre ripetere più v9lte quanto aveva visto, dovette disegnare la forma e tutti i particolari che si ricordava. In quell'occasione il dottor Frazer espose la sua teoria circa uno schermo protettivo elettromagnetico regolabile come intensità e come distanza.

Da una silurante tedesca in perlustrazione nel Mare del Nord venne notato il 23 marzo 1945 ore 14,35 un fatto insolito. Ad una distanza di poco più di un miglio il mare parve ad un tratto ribollire e sorse dai flutti una cosa oblunga. Quella cosa rimase ferma per qualche istante sospesa a pochi metri dalla superficie del mare ed era qualche cosa di affusolato come una grossissima torpedine; forse più grossa della stessa silurante, così scrisse sul giornale di bordo il comandante.

Quella cosa cominciò a salire mantenendo una posizione orizzontale poi scattò in avanti dirigendosi verso le coste della Germania.

Gli addetti alla difesa controarea di Brema, quel giorno alle ore 14,55, notarono altissimo sulla città con rotta nord-est un corpo affusolato ad una quota stimata di 16.000 metri con una velocità superiore ai cinquemila chilometri orari.

Il medesimo ordigno venne scorto nei pressi di Hannover dall'equipaggio di un Junkers 388 alle ore 1 4,57 ed è descritto come affusolato, lungo un centinaio di metri con degli strani baffi sul muso, simili ad antenne radar. Il bimotore da caccia salì al massimo della sua velocità cercando di avvicinarsi al misterioso ordigno che volava senza rumore, ma quello filava come un razzo ed in breve scomparve.

Quel giorno 23 marzo, la controarea e la caccia, vennero allarmate per cose oblunghe senza ali che scorrazzavano per i cieli tedeschi. Quelle cose vennero notate sulle città di Waldek, Francoforte, Norimberga, Lipsia, Magdeburgo, Berlino e Stettino.

Al Quartiere Generale Tedesco le notizie di tali avvistamenti, portarono uno scompiglio poichè si temeva fossero nuovi mezzi volanti nemici.

Su Berlino venne eseguito un fuoco di sbarramento contro una cosa oblunga che sostava ferma sulla verticale della città. Le granate scoppiavano attorno a quella cosa senza apparentemente colpirla che si limitò solo a salire fuori tiro, fermandosi per circa un quarto d'ora, poi si circondò di vapore e sparì.

Centinaia di berlinesi notarono la strana cosa, molti ufficiali della difesa area esaminarono con potenti binoccoli quel fuso e furono tutti concordi nell'affermare che molto difficilmente poteva essere stato costruito sulla terra. Le dimensioni stesse valutate in oltre cento metri, l'assenza completa di piani di sostentamento, la possibilità di fermarsi sospeso in aria, come non esistesse per quella massa la gravità, la fortissima velocità, il modo di svanire improvvisamente, denotavano una tecnica avanzatissima.

Nei giorni seguenti l'attività di quella strana aviazione si intensificò e numerosi fusi vennero scorti su grossi e piccoli centri della Germania, limitandosi a prendere quota quando qualche velivolo si avvicinava. Qualcuno in alto loco propose di impiegare dei V. 2 per cercare di colpirne almeno uno e costringerlo ad atterrare per poterlo studiare. Questa idea venne scartata, ma si preparò un Komet ossia il nuovo caccia razzo Messerschmitt 163 capace di raggiungere un'altissima quota in poco più di un minuto.' Questo aviorazzo venne munito di serbatoi supplementari e di una speciale macchina da presa al posto dell'armamento.

Si sa di preciso che due volte si riuscì a filmare gli strani ordigni da distanza ravvicinata; pare che le pellicole siano in possesso del professore George Kamper che fu a capo dell'Operazione "Uranus" dell'Ufficio Speciale No 13 interrotta dal precipitare degli avvenimenti bellici.

Il professore Kamper ha riunito in un dossier tutte le relazioni pervenute dai vari comandi e fotografie.

Studiando attentamente quei documenti è riuscito a dare un volto a quegli straordinari ordigni, ricostruendo la forma, modo di propulsione e installazione interne, descrizioni raccolte in un fa.scicolo di alcune centinaia di cartelle.

E' intendimento del professore di dare presto alle stampe quella vasta documentazione che costituirà una vera sorpresa per gli appassionati ufologi.